Niente panico

Riassumiamo di seguito i principi a cui ci ispiriamo e a cui ci piacerebbe si ispirasse l’ecosistema di utenti e collaboratori di Emergenza24.
È aumentato negli ultimi anni il numero di eventi violenti, attentati terroristici o per odio, che possono coinvolgere in Italia e all’estero cittadini italiani.

Qui puoi trovare l’elenco di tutti i paesi con i relativi eventi accaduti e che sono stati raccolti e riorganizzati da Emergenza24. A solo scopo di esempio: Siria, Francia, Germania

Bisogna essere preparati a rispondere in presenza e online a quello che accade ma sempre #nientepanico

Per prima cosa bisogna avere l’accortezza di ridurre le situazioni di tensione e preoccupazione.

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Se non sei un giornalista o blogger di cronaca NON HAI NESSUNA URGENZA NEL RILANCIARE LE NOTIZIE, hai invece la responsabilità di verificarle per evitare di aumentare la confusione e specialmente la tensione.

Noi applichiamo la regola che la sicurezza di chi opera e dei cittadini è al primo posto. Per questo, in particolari circostanze, diffondiamo immagini solo dopo la conclusione dell’evento per non mettere a rischio la vita delle persone.prima_la_sicurezza

Il terrorismo 2.0 funziona così: si compie un attentato e poi ci penseranno le migliaia di ingenui ad alimentare la paura rilanciando notizie non vere a creare il clima di insicurezza e di paura.

Impara a non essere uno strumento in mano al terrorismo: veicola solo notizie dopo averle verificate, attendi qualche minuto per vedere l’evoluzione.

Ti ripeto: non hai alcuna necessità di rilanciare istantaneamente le notizie, non è una gara, non sembri migliori ai tuoi follower se lo fai, rilancia solo fonti certe e dopo aver visto che sono molteplici.
Durante gli attacchi terroristici le stesse polizie chiedono di non diffondere immagini.

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Usa il principio di precauzione: fornisci solo dati sicuri sulle vittime e sulle cause, non trarre tue personali e NON FONDATE conclusioni.

Distingui sempre il tuo giudizio/parere dalla notizia.

Ecco qualche esempio di tweet:

tweet: A xxxxx è scoppiata una bomba

Sei certo che sia una bomba? Lo hanno detto le autorità presenti sul posto o un commentatore in rete che come te che non è presente e salta a rapide e ingenue conclusioni? Non potrebbe essere una fuga di gas? Anche le esplosioni hanno una loro scala in base all’entità, tipo, contenitore di esplosivo. Quindi può essere qualsiasi cosa: dallo scoppio di botti fino all’autobomba. Comprendi che sono scale di gravità diverse.

tweet: A xxxxx c’è stata un’esplosione

Si narra un fatto quando ci sono più testimonianze. Si lasciano aperte tutte le ipotesi fino a quando le autorità presenti sul posto o testimoni in presenza abbiamo dato ulteriori dettagli.

Vuoi a tutti i costi dire la tua? Sei un’incontinente della notizia? Ecco come potresti fare:

tweet: A xxxxx c’è stata un’esplosione. Per me è una bomba

Separi la notizia dal tuo giudizio e tutto diventa più chiaro e assume, agli occhi di chi legge, una maggiore autorevolezza.

Ricorda che non tutti i lettori sono in grado di capire se è una fonte certa oppure no. Responsabilizzati e responsabilizza gli altri. Impara a chiedere a quale fonte si riferiscono. Se non rispondono, nella maggior parte dei casi, si tratta di loro invenzione.

Ecco un esempio di comunicazione perfetta:

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Rispetta le regole:

  1. Dove (Mogadiscio)
  2. Dove / dettaglio (aeroporto)
  3. Cosa succede: “Due forti esplosioni e poi sparatoria”
  4. Si limita a indicare “vittime” senza entrare nel dettaglio.

Nello stesso momento altre agenzie o testate arrivavano già a conclusioni poi verificate come inesatte.

Non pubblicare foto con vittime, riconoscibili o meno. L’orrore lo si intuisce ugualmente ma almeno si porta rispetto alle vittime stesse e alle loro famiglie.

Atti di terrorismo vicino a te

Nei luoghi affollati abituati ad individuare sempre le vie di fuga e le uscite di sicurezza. All’inizio sarà strano ma poi diventerà automatico e istintivo.

Se un atto violento avviene vicino a te allontanati il più velocemente possibile senza perdere tempo a fare foto o video.
Se hai borse o valige abbandonale immediatamente. Se c’è una gran folla abbi la prontezza di abbandonarle vicino a muri e colonne in modo che non possano essere da ostacolo a quelli che fuggono.

Cerca le Forze dell’Ordine e fatti notare con le mani in alto, segui immediatamente le loro indicazioni e continua da quel momento la fuga con le mani in alto. Se tieni un bambino in braccio alza almeno un braccio.

Solo quando sei in sicurezza e hai messo in sicurezza le altre persone utilizza lo smartphone per riprendere la scena: non pubblicare sui social ma consegna il materiale alle Forze dell’ Ordine. Il tuo contributo sarà importante nelle indagini e per definire eventuali complicità, presenza altri di attentatori.

Fai foto intorno a te, è importante per ricostruire chi c’era e dov’era.

Ti ripeto: NON USARE I SOCIAL nelle emergenze ma SOLO DOPO CHE SEI IN SICUREZZA TU E GLI ALTRI.

Un attacco terroristico non è detto sia unico e immediato, può essere seguito da altri (in Medioriente è frequentissima la seconda autobomba fatta esplodere contro i soccorritori).
Sentiti sicuro solo quando le Forze dell’Ordine ti comunicano che la situazione è sotto controllo.

Video della Poliza inglese: ecco cosa fare in caso di attacco armato e/o terrorismo

Leggi anche Reagire in caso di attacco terroristico – Guida del Governo francese

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Atti di terrorismo appresi online

Segui i principi di massima cautela prima di diffondere le notizie quando sei online.

Ricorda sempre che le persone hanno diritto a vedere rispettata la loro sicurezza e dignità. Non pubblicare o rilanciare foto di persone in difficoltà, ferite o riconoscibili tra le vittime.

Non rilanciare foto in cui si vedono Corpi Speciali in azione se non dopo tempo o decontestualizzati rispetto alla scena dell’evento.
Anche i terroristi usano i social e possono seguire quello che accade.

Non fornire, se non pubblici e verificati, nomi di persone a QUALSIASI TITOLO COINVOLTE.

Fai attenzione quando rilanci richieste di ricerca persone scomparse o disperse durante gli attentati. Negli ultimi casi oltre il 75% delle foto e dei profili di chi veniva cercato era falso o usato per bullismo.

Situazione con ostaggi

Non diffondere informazioni e in particolare fotografie in cui siano visibili le Forze dell’Ordine e Corpi Speciali in azione. In particolare accertati che non ci sia la riconoscibilità dei luoghi.
Anche i terroristi usano i social e possono seguire quello che accade.
Non fornire, se non pubblici e verificati, nomi di persone a QUALSIASI TITOLO COINVOLTE.

Le 6 cose che devi ricordare

  1. Se non sei un’agenzia stampa, un giornalista o blogger di cronaca non è necessario che rilanci le notizie: prima verificale, poniti nella condizione di dubbio e solo dopo esserti accertato che è ragionevolmente vera la puoi rilanciare.
  2. È meglio fare retweet piuttosto che ricopiare la notizia, permetti  tutti di vedere indagare sulla fonte.
  3. Se leggi un tweet non completo ma che rimanda a un link vuol dire che cercano il tuo click per guadagnare con la pubblicità. In 140 caratteri si possono dire le cose essenziali rispetto a un fatto.
  4. I giornali sono fonti autorevoli? Vale il discorso precedente: un click vale più della dignità di chi scrive e quindi si esagerano i titoli, si rilanciano notizie vecchie, si usa il sistema non indicare dove accade per sfruttare la curiosità di chi clicca
  5. Se un tweet non contiene: quando, dove e cosa è solo clickbaiting, ovvero un’esca che attrarti nel loro sito. Usa la testa e dimostrati più intelligente cercando notizie altrove
  6. Rilancia solo articoli che siano facilmente leggibili da smartphone e quindi privi di pubblicità invasiva.

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